LA LEGGENDA NELLO SPETTACOLO

Le fate rivivono nelle antiche fiabe e miti che. per
secoli hanno riempito le valli dei Sibillini, quei monti velati d'azzurro " come ii definisce Leopardi al centro della "Marca".
Queste leggende nascono qui, in questi luoghi aspri e duri, fatti di monti orridi e 'valli assolate, meta e crocevia nel tardo Medioevo e nel rinascimento, di maghi e negromanti ma anche di cavaglieri erranti e uomini di cultura. Certamente le suggestioni della letteratura cavalieresca europea, con tutte le sue leggende fantastiche e demoniache, con i suoi ammaliamenti e sortilegi, influiscono non poco sulla formazione di queste leggende.
Secondo le fonti storiche e letterarie, le loro origini vanno ricercate nel rifiorire nello Stato Pontificio di superstizioni ed eresie di nostalgici dei riti pagani e soprattutto nella creazione letteraria nel sec. XV del "Guerìn Meschino" di Andrea da, Barberìno che conduce il suo eroe tra questi monti “magici".
Sono poi i menestrelli o trovatori a passare di villaggio in villaggio per narrare in versi queste fiabe incantate che labbra sapienti ci hanno poi tramandato.
Ma nei Borghi dei Sibilimi la trasmissione orale di queste leggende porta alla formazione di diverse tradizioni narrative.
A Pretare ad esempio si racconta di soavissime fate scintillanti, ancelle della Sibilla, bramose di ballare, con i giovani più avvertenti del paese (tanto da far dire nell’arquatano "ballatori a le Pretare ").
Queste leggiadre fanciulle scendono solo di notte... naturalmente dalla "grotta delle fate ", la lunga ferita che taglia il massiccio dei Vettore facendo ombra all' ara della Regina".
Fino a qualche anno fa, alcuni anziani di Pretare giuravano di averle sentite fendere la roccia con i loro piedi caprini (elemento classico per le leggende di ambientazione Bucolica) ben nascosti sotto i lunghi veli e chissà. . . . magari di aver
intrecciato con loro qualche passo di saltarello"! La leggenda delle "fati ballerine. " si ritrova anche a Castelluccio (dove una scia di ghiaia che segail versante umbro del Vettore "dopo una loro fuga " si chiama appunto "strada, delle fate "
a Foce, a Rocca, tutti paesini come Pretare alle falde dei Sibillini.
LO
SPETTACOLO NELLA LEGGENDA

Mese di luglio di luglio 1956.( Serie foto della prima rappresentazione del 1956)
Un'attempata villeggiante romana, affascinata dai
racconto delle, fate, propone di metterlo in scena, l'idea viene
accolta con entusiasmo dall'allora parroco di Pretare (Don
Giulio Balestra da sempre appassionato di teatro dal maestro
"Edo Ciampini uomo dallo spiccato senso artistico e da Nazzareno
Valeri che mette a frutto le sue doti organizzative,
Un mese dopo, in una calda notte di ferragosto, il sipario è
già alzato. Gli ingredienti ci sono tutti: sette bellissime ragazze
agghindate, da fate turchine con i lunghi veli di tulle, altrettanti
giovani aitanti con i tipici giubbini di lana caprina, uno scatenato diavolo probabile trasposizione della sibilla; il tutto condito dai passi frenetici del saltarello e dal suono trascinante dell'organetto.
E' un successo! Pretare diventa così "il Paese delle Fate".
Lo spettacolo, arricchito e ritoccato nei contenuti, viene riprcseìitato negli anni successivi i anche grazie ali'iniziativa dei pretaresi d'America, tornati in patria per la festa patronale. Un "gruppo delle fate" viene anche invitato nel
'69 alla festa della Montagna di Ussita.
La sfortunata edizione del '72, nel suggestivo scenario ai piedi del Vettore,
è il segno che la manifestazione non si può più realizzare con pochi mezzi ma necessita di una nuova impostazione
Così nel 1985 con la regia di Roberto Piermarini, la
manifestazione folcloristica diventa spettacolo teatrale con una colonna sonora originale ed una sceneggiatura ispirata alle fonti loriche e letterarie delle antiche leggende dei Sibillini. Uno spettacolo con musiche, danze medievali e I
ballate d'epoca che viene riproposto nel 1993 e nel 1996.
Nel 2000 diventa un "musical medievale" con una nuova edizione ha utilizzato una regista: Alessandra DePascalis(allieva di Gigi Proietti) ed il coreografo Fabio Giorgi che hanno realizzaro uno spettacolo che ha saputo intrecciare saputo intrecciare i toni tradizionale della favola, con un'ambientazione contemporanea.
Si aspetta ora l'edizione del 2006 che celebra i 50 anni dalla prima edizione del 1956. Sarà quindi un'occasione unica per far rivivere ancora una volta a tutte le "fate" ed
i "pastori" di Pretare che in questi 50 anni sono stati protagonisti dello spettacolo, il fascino di una leggenda che rimane nel cuore dei pretaresi
Documentazione fotografica negli anni 2003
Il 2006 anno del 50°anniversario della rappresentazione: L'avvenimento è stato superlativo. con un successo strepitoso e un grazie ai registi, coreografi, collaboratori ed attori. Foto più significative della rappresentazione 2006.