RECUPERO BENI STORICO-ARTISTICI DANNEGGIATI DAL SISMA DEL 26 SETTEMBRE 1997 - CHIESA DEL CROCIFISSO, PRETARE, COMUNE DI ARQUATA DEL TRONTO, (AP)

 

RELAZIONE GENERALE VALUTATIVA

ANALISI STORICO - CRITICA

 

Non ci sono documenti attestanti l’erezione canonica della chiesa; da ricerche effettuate presso gli archivi le prime notizie riguardanti la chiesa del SS. Crocifisso risalgono al XV secolo.

Inizialmente l’edificio era destinato ad Oratorio intitolato a Santa Maria della Cecca, il cui giuspadronato era detenuto dall’Ordine Lateranense e dalle più nobili famiglie locali.

 

Fin dai primi scritti ufficiali (fine ‘500) emerge il totale stato di abbandono in cui la fabbrica versò per diverso tempo: essendo infatti una chiesa utilizzata soltanto sporadicamente, la locale comunità religiosa sembrava non sentire la necessità di ovviarne ai progressivi segni di degrado; nella prima metà del XVII secolo, soprattutto le pareti e la pavimentazione richiedevano quanto meno interventi di manutenzione ordinaria.

Durante tutti i secoli XVIII e XIX si assistette ad una continua ma rada serie di piccoli e fino allo scorso secolo quando si avviò, dopo un primo tentativo di restauro nel 1906, una vera e propria ristrutturazione generale dell’edificio: in quello stesso periodo venne anche realizzato l’attuale campanile in cemento ricalcando le linee della vecchia vela in muratura.

Negli anni ’50 si decise addirittura per una ulteriore, seconda, ristrutturazione della chiesa che, per un breve intervallo temporale, fu riaperta al pubblico sotto la nuova veste di piccolo teatro del borgo per poi tornare, infine, a rivestire definitivamente il suo originario ruolo liturgico.

 

La prima Visita Pastorale in cui compare la chiesa in esame risale agli anni 1595-96, cioè ad un periodo precedente rispetto alla datazione degli atti ufficiali ralativi alle altre chiese di Pretare; ciò era dovuto al fatto che, rientrando nei possedimenti lateranensi, tale edificio poteva essere oggetto delle “iniziative” della Diocesi di Ascoli Piceno (sotto la cui giurisdizione il paese passò ufficialmente solo qualche anno più tardi).

Di seguito si riportano le notizie rintracciabili negli archivi storici durante le visite pastorali:

·         Visita Pastorale del 1595-96:

si parlava dell’Oratorio di Santa Maria della Cecca, di cui non si avevano notizie sull’esatto periodo di fondazione e della quale si metteva in evidenza il mediocre stato di conservazione

 

·         Visite Pastorali dal 1609 al 1613:

si menzionava, in questa occasione, il bel pluteo ligneo presente a separazione dell’altare maggiore dalla relativa cappella; si invitava inoltre l’allora parroco, Don Ottavio Blasi, a meglio ornare l’interno della fabbrica, a sistemarne il pavimento e ad imbiancarne le pareti interne.

 

·         Visita Pastorale del 1651:

si sottolineava la necessità di stuccare le mura della chiesa.

 

·         Visita Pastorale del 1654:

si descriveva brevemente l’effige del Crocifisso che era posta al di sopra dell’altare maggiore.

 

·         Visita Pastorale del 1659:

il giuspadronato dell’edificio era passato nelle mani di una nuova famiglia locale; si annotava nuovamente la necessità di restaurare la pavimentazione.

 

·         Inventario dei beni della chiesa redatto dal parroco Don Agostino Organtini nel 1886:

 

“[…] Avvertenza. Un prezioso affresco dell’anno 1400 si ritrova nella Chiesa del SS.mo Crocefisso. […]”

 

·         Visita Pastorale del 1906:

la fabbrica era sottoposta ad un globale intervento di restauro.

 

·         Inventario dei beni della chiesa redatto dal parroco Don Luigi Paleotti nel 1910:

 

“Chiesa del Crocifisso; rettangolare… sarà terminata entro i primi mesi del 1911.

Ha un solo altare con Crocefisso in legno, buon lavoro: statua di S. Scolastica e di S. Agata nuove, un quadro di S. Scolastica in tela.

Piccolo sostegno per la campana e questa del peso di circa Kg 30.

[…]”

 

·         Visita Pastorale del 1910:

l’interno della chiesa era interessato da un intervento di ristrutturazione generale; il quel preciso anno si stava già provvedendo alla realizzazione dell’altare; esternamente, invece, si era elevato un sostegno per la campana.

 

·         Visita Pastorale del 1911:

non erano ancora terminati i lavori per il rifacimento dell’interno.

 

·         Visita Pastorale del 1912:

si annotava che il piano di calpestio della chiesa era rivestito da cemento.

 

·         Visita Pastorale del 1932:

era in atto un nuovo, complesso intervento di restauro generale dell’edificio.

 

·         Visita Pastorale degli anni 1959-60:

l’edificio era stato adibito a teatro.

 

 

 

 

La struttura muraria, in molti casi essa risulta dissestata o degradata, è in pietra calcarea locale con tessitura a ricorsi irregolari a sacco.

La facciata della chiesa è estremamente semplice, arricchita da un grande portale in travertino; il suo paramento svetta oltre la copertura a capanna della chiesa ed è coronato con un cornicione in mattoni e in pietra. La facciata risulta imponente, ma la sua forma svettante costituisce uno dei punti più vulnerabili della fabbrica.

La chiesa è illuminata solamente dalle quattro finestre sulle pareti e da un grande finestrone sopra l’ingresso: i prospetti laterali presentano un paramento a facciavista a ricorsi irregolari con due finestre ad arco. Sul prospetto nord è presente una struttura in cemento armato a sostegno di un piccolo campanile a vela sempre in cemento.

Il prospetto posteriore presenta un’andamento a capanna rispettante la forma del tetto mostrando in sommità le travi di sostegno del tetto.

La chiesa presenta un impianto regolare longitudinale ad aula, con la zona absidale soprelevata. La copertura interna è costituita da due volte a crociera in camorcanna. Due lunette della volta vicino all’altare risultano dipinte. Sulle altre lunette sono leggibili tracce di dipinti attraverso il distacco dello scialbo causato dai danni sismici. Sempre internamente, sono presenti vistose e gravi infiltrazioni d’acqua dovute al dissesto di copertura nella zona del campanile. Queste hanno causato presenza di muffe sul muro e distacchi d’intonaco che hanno mostrato la presenza di decorazioni stampate, sicuramente novecentesche.

 

Storia delle destinazioni d'uso, storia dei carichi, storia sismica

Come sopra descritto non si hanno notizie di rilevanti trasformazioni della fabbrica e sul comportamento della fabbrica durante gli eventi sismici passati. Il comportamento cinematico del bene in seguito al terremoto del 1997 è ipotizzabile in seguito ad un'attenta analisi dello stato fessurativo e dall'analisi dei livelli di vulnerabilità dell'edificio. La ricostruzione del campanile in cemento lascia solamente pensare che lo stesso fosse un punto di elevata vulnerabilità della fabbrica.

Gli eventi sismici del settembre 1997 e seguenti hanno compromesso la struttura della chiesa: la muratura presenta in molti tratti fessurazioni e fenomeni di sconnessione, mentre si rilevano in prossimità della muratura di attacco a terra sconnessioni e mancanza di legante oltre che evidenti fenomeni di risalita dell'umidità.

In particolare l'edificio, con struttura portante verticale a sacco in blocchi di pietra calcarea e copertura realizzata con solaio di copertura in legno, presenta un marcato stato fessurativo che si estende su tutto l'organismo.

L’interpretazione dello stato fessurativo porta ad evidenziare i seguenti  meccanismi di collasso tipici del sisma:

 

-          lesioni nella parte sommitale della facciata principale dovute al meccanismo di rotazione nel piano della facciata;

-          lesioni verticali sulla facciata, sulla parete di fondo della chiesa, riconducibili all’effetto delle spinte localizzate di martellamento delle travi lignee;

-          lesioni tra facciata e campanile dovute all’interazione tra macrelementi di diversa rigidezza.

-          sconnessione nella parte centrale della facciata principale dovute alla presenza di grandi aperture quali il portale e la finestra superiore;

-          lesioni sulla parte sommitale dei prospetti laterali dovute a spostamenti fuori piano di parte vincolata su tre lati;

-          fenomeni di instabilità della struttura del portale della chiesa; infatti la struttura risulta sfitata dalla sede muraria e presenta lesioni fuori piano molto gravi;

-          la copertura risulta immarcita e sconnessa; l’orditura del tetto risulta inflessa; l’impalcato di coppi sconnesso con evidenti infiltrazioni d’acqua.

Rilevante è la presenza del campanile in cemento armato che ha creato fenomeni di rotazione sommitale della muratura con profonde fessurazioni e sconnessioni sul prospetto Nord e sconnessioni per interazione tra corpi diversi con la facciata. Tale fenomeno è accentuato dalla differenza di rigidezza della struttura in cemento armato rispetto alla parete in pietra. Inoltre l’ammorsamento delle sue strutture non risulta efficace.

Lo stato fessurativo dell’interno della chiesa è caratterizzato da un quadro fessurativo generalizzato e da gravi infiltrazioni d’acqua dovuto a gravi fenomeni di sconnessione della copertura.

 

 

Il progetto

L’analisi dello stato di fatto e l’attenta lettura del degrado, hanno permesso di rilevare i fenomeni di dissesto e la prefigurazione degli interventi in grado di contrastare le cause perturbatrici e annullarne gli effetti, scegliendo quelle soluzioni che garantissero la migliore efficienza strutturale ma sempre nel rispetto della concezione originaria dell’edificio e della sua storia. Le tecniche d'intervento sono pertanto concepite e disposte nel progetto per svolgere una funzione di antagonista rispetto alle sollecitazioni del sisma.

Gli interventi strutturali costituiscono un insieme sistematico di opere tese non solo alla riparazione dei danni ma anche al miglioramento del comportamento generale dell'edificio.

Sulle murature si provvederà, a seconda del degrado, alla ripresa di muratura o di cuci e scuci negli ampi tratti dove essa risulta lesionata o sconnessa. Dall’analisi del quadro fessurativo si rileva in particolare una forte sconnessione del paramento esterno che denuncia una carenza di connessioni tra i due paramenti in pietra con riempimento a sacco: si ritiene indispensabile quindi, al fine di non vanificare gli altri interventi di consolidamento, effettuare delle iniezione di malta di calce.

Si opererà inoltre sulle altre parti del paramento a facciavista un intervento di stuccatura con malta di calce previa accurata scarnitura delle connessure al fine di migliorare la coesione della muratura stessa o alla ripresa di intonaco sul prospetto principale.

Dall’analisi dello stato fessurativo, dei cinematismi attivati e di quelli attesi si ritiene necessario un intervento di miglioramento sismico oltre che di consolidamento. In particolare si realizzerà un cordolo sommitale metallico, con profilo HEA 180 e L 200 sulla muratura perimetrale; a questo verranno ancorate le travi tramite adeguate piastre. Lo stesso cordolo verrà chiodato al supporto murario con barre in acciaio. La capriata lignea, previo smontaggio del tetto, verrà sostituita. Le travi lignee immarcite verranno sostituite con uguali in castagno, inoltre si disporrà il tavolato e si procederà alla rasatura, alla posa in opera di una guaina ardesiata ed alla ricomposizione del manto di coppi con integrazione di quelli rotti o mancanti; si provvederà alla sostituzione di gronde e pluviali con altri in rame.

Le volte in camorcanna verranno opportunamente consolidate intervenendo dall’alto prima del rimontaggio del tetto.

Il campanile in cemento armato, a causa del suo degrado e dei danni che la differente rigidezza delle strutture provoca alla chiesa, verrà demolito. Al suo posto ne verrà ricostruito uno uguale per dimensione e forma ma realizzato in pietra, sulla base di foto d’epoca.

Al fine di limitare i problemi di umidità di risalita presenti all’interno della chiesa si agirà realizzando un gattaiolato areato all’interno. In seguito alla realizzazione di tali opere verrà smontata e sostituita la pavimentazione interna.

Verranno sostituti gli architravi lesionati e gli infissi degradati, restaurato il portone.

Sulle pareti interne, si realizzeranno delle riprese di muratura nei tratti dove essa risulta.

Il rifacimento dell’impianto elettrico è dovuto al danneggiamento subito a seguito dell’evento sismico e ad esigenze operative connesse con i lavori strutturali che in alcuni casi ne compromettono l’integrità. D’altra parte l’impianto esistente necessita di specifici interventi volti a conseguirne la certificazione e l’omologazione sulla base delle vigenti normative.

 

Descrizione dei beni di carattere storico-artistico fissi e mobili contenuti nell'edificio e individuazione dei danni subiti o potenziali

Attualmente la chiesa si presenta spogliata degli apparati decorativi di cui è stata trovata notizia nella ricerca storica; si hanno notizie storiche della presenza di un affresco del XV secolo ma non è possibile stabilirne la posizione e di conseguenza lo stato di conservazione; sono comunque visibili dipinti a tempera su due lunette delle volte raffiguranti S. Giovanni Evangelista S. Matteo Evangelista: il primo è rappresentato negli ultimi anni di vita, con barba e capelli bianchi, con in mano il libro dell’Apocalisse e un’aquila alla sua sinistra che tiene tra le zampe il Vangelo; il secondo S. Matteo è raffigurato con un angelo, elemento iconografico ricorrente.

Tali dipinti risultano fortemente danneggiati in seguito agli eventi sismici; distacchi di intonaco, lesioni concentrate e diffuse e una grande quantità di microlesioni compromettono sensibilmente lo stato di conservazione e integrità del bene. Inoltre sono presenti tracce di pittura sotto lo scialbo visibili in più punti delle altre volte a causa del distacco della pittura sovrastante Si presume.

 

 

Considerazioni sul nesso contenuto – contenitore

L’interno della chiesa non risulta essere molto ricco: le uniche tracce visibili di decorazioni interne, nonostante si abbiano notizie di un affresco del XV secolo, sono i dipinti a tempera sulle lunette delle volte che risultano fortemente danneggiati in seguito agli eventi sismici.