RECUPERO BENI STORICO-ARTISTICI DANNEGGIATI DAL SISMA DEL 26 SETTEMBRE 1997 - CHIESA DI S. MARIA IN VETERE, PRETARE, COMUNE DI ARQUATA DEL TRONTO, (AP)
RELAZIONE GENERALE VALUTATIVA
ANALISI STORICO - CRITICA
Descrizione dei caratteri storici della fabbrica, descrizione dell'edificio nelle sue caratteristiche geometriche, dimensionali, tipologiche, dei materiali costruttivi
La chiesa di Santa Maria Vecchia è sita a circa 300 metri dall’abitato del borgo di Pretare, e circondata da un terreno di proprietà della parrocchia su cui, fra l’altro, sorge il locale cimitero.
Non ci sono documenti attestanti la sua erezione canonica; tuttavia è possibile supporre che la chiesa sia stata fondata all’inizio del XV secolo in quanto a quell’epoca risale una delle sue opere più antiche, un affresco tuttora conservato al suo interno.
I primi documenti, risalgono è alla fine del XVI secolo, raccolti e custoditi nell’Archivio Arcivescovile di Fermo in quanto a quell’epoca le chiese di Pretare – così come anche quelle degli altri centri circostanti – erano sotto la giurisdizione ecclesiastica dell’Arcidiocesi fermana. Soltanto verso gli ultimi decenni del ‘500, quando, in seguito anche all’istituzione della nuova Diocesi di Ripatransone, si provvide ad una generale ridefinizione dei confini e delle competenze di tali organi, tutti questi centri passarono sotto la giurisdizione diocesana di Ascoli.
All’inizio del ‘600 risalgono infatti le prime visite pastorali ad opera dei vescovi – o loro delegati – ascolani in tali zone.
Le più antiche si collocano tra il 1609 ed il 1613 e riportano quanto segue:
<<……l’altare maggiore doveva essere sistemato e debitamente ornato;
bisognava “impannare” il rosone con del lino incerato prima dell’inverno; sostituire alcune pietre tombali; livellare la pavimentazione; intonacare le pareti laddove necessario…>>
In seguito alla Visita Pastorale del 26 giugno1638 si rileva che l’edificio sacro era in buono stato di conservazione.
Risale invece al 1785 l’inventario dei beni della parrocchia in oggetto, redatto dal parroco Don Domenico Brandi :
“Inventario
di tutti i beni tanto mobili, che stabili della Chiesa Prepositurale della Villa delle Pretare di Arquata, fatto da me Domenico Brandi attuale preposto di detta chiesa su ordine dell’Ill.mo e Rev.mo Monsignor Lionardi Vescovo e Conte di Ascoli nel corrente anno 1785.
[…] La chiesa detta di Santa Maria Vecchia resta situata poco distante dalla Villa, circondata dai beni della medesima e dal recinto di un muro, che le da’ ornamento e che parte davanti, dove vedesi un piccolo piano. Ha due piccole navate, ed altra in mezzo, che la rende più bella, e più vistosa col pulpito, in cui si suol predicarvi in tempo di Quaresima, ma rare volte giacchè predicasi giornalmente nella chiesa di San Rocco posta in Villa.
E’ adornata di tre altari, cioè del SS. Rosario, che è il maggiore col presbiterio chiuso; del SS. Crocefisso di rilievo, e della Madonna ed ha anche una piccola sagrestia con […], banchi da sedere in comodo ad uso de’sacerdoti da vestirsi per celebrare la S. Messa.
Gli altari suddetti sono provveduti tutti di candelieri, tovaglie e di altri ornamenti convenienti, benché usati ed antichi. Sta una bella campana con campanile, ed altra campanella che suonasi nell’alto, che il sacerdote esce dalla sagrestia per celebrare la S. Messa; ed ogni altare ha il suo Corredo Dipinto ed amovibile. Le suppellettili sagre si conservano tutte nella chiesa di San Rocco, che viene ufficiata giornalmente, giacchè nella chiesa di Santa Maria Vecchia suole andarsi solo in ogni prima domenica del mese, ed in alcune feste dell’anno, sia per la distanza dal paese, e perché in tempo d’inverno poche volte è permesso di potervi andare, alta fa la neve, […], che conduce in detta chiesa a gran copia; e perciò invece di officiare in detta chiesa, tutto si fa in quella di San Rocco comecchè più comoda anche perché posta dentro il paese; e perché si è veduto per prova che la gente non conviene in detta chiesa, dai miei Antecessori, si è stimato bene secondare il genio dei Parrocchiani, e fare ciò che sembrava più idoneo alla devozione del popolo, ed io mi son fatto un dovere di seguitare il di loro uso, che parmi molto appropriato per tirare la gente alle sagre funzioni.
Gli altari […] tutti hanno bisogno di iadattamento, benché siano provveduti di Predella e di altri ornamenti; e la chiesa in se stessa merita una non mediocre spesa per renderla in qualità molto diversa e degna d’esser visitata. Contiene le sepolture senza cimiterio, le quali sono chiuse con pietre conce.
Beni stabili di Santa Maria Vecchia […]
In quest’ultima parte dell’Inventario si descrivono le terre poste in adiacenza alla chiesa, per lo più donate alla Parrocchia da diverse famiglie locali.
Risale invece al 1886 l’inventario dei beni della parrocchia in oggetto, redatto dal parroco Don Agostino Organtini:
“Inventario
della Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Vetere del Villaggio Pretare compilato per ordine dell’Ill.mo e Rev.mo Monsignore Bartolomeo Ortolani Vescovo e Principe di Ascoli Piceno.
Capo I
Art. 1 La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Vecchia del Villaggio Pretare, col titolo di Prepositura, come dai Libri parrocchiali, sembra essere fondata nell’anno 1400 circa: prova ne è la pittura in affresco esistente nella chiesa. […]Non si hanno notizie storiche perché priva di Archivio, andato a picco per negligenza dei Parrochi stessi. Questa Parrocchia […] conta tre chiese filiali.
Art. 2 […]
Art. 3 […]
Art. 4 [...]
Art. 5 [...]
Art. 6 [...]
Capo II
La Chiesa parrocchiale, che dal Villaggio dista circa 300 metri, è circondata dai beni parrocchiali, dei quali una piccola parte viene occupata dal nuovo Cimitero, erettovi nell’anno 1884, e da un piccolo recinto, quasi del tutto dirupo, oltre la strada di transito. La forma della Chiesa è rettangolare; ha tre navate, e vi sono due altari, uno dedicato alla Vergine del Santo Rosario, che è il Maggiore, e l’altro al SS. Crocifisso. Nell’altare maggiore, che si trova fra due sepolcri, in cattivo stato, si venera l’effige di Maria SS. Del Rosario, a cui fanno corona i quindici misteri, divisi in tanti quadri. A piè della Vergine sono dipinti San Domenico ed altri personaggi. La pittura è un affresco dell’anno 1579, Autore Fabio Mivalense. Alla destra dell’altare maggiore, nel primo arco della navata, trovasi l’altare del SS. Crocifisso, scolpito in legno, entro una cappella, di stile corintio, tutta intagliata. Detto altare e cappella sono in cattivo stato. Alla sinistra poi la Sacristia con un Crocefisso, armadio e banchi da sedere. Il campanile, in cui manca la Croce, si eleva ad un’altezza di circa 11 metri, e fa parte della facciata della Chiesa. Vi è una campana del peso di circa Kg 150. Tutta la Chiesa ha bisogno di restauri.
[…]
Questa Chiesa, cioè la parrocchiale, per essere distante dal Villaggio, è poche volte ufficiata, […].
Nell’Inventario della Parrocchia di Santa Maria Vetere in Pretare, redatto dal parroco Don Luigi Paleotti nel 1910, non vi è alcuna descrizione riguardante la parrocchiale vera e propria.
In seguito alla visita Pastorale del 1912 è possibile dedurre che
la chiesa risultava invariata nella struttura e nel proprio apparato decorativo; peggioravano invece progressivamente le sue condizioni conservative, tanto che si auspicavano degli urgenti interventi di restauro che riguardassero quanto meno il soffitto e la pavimentazione, allora rivestite da chiazze lapidee di natura non meglio precisata.
In occasione della Visita Pastorale del 1917, oltre che a confermare lo stato di decadenza dell’edificio in questione – dovuto soprattutto ad un alto tasso di umidità - si annotava l’apprezzabile fattura e la buona qualità lignea dell’altare maggiore, realizzato in noce lavorata.
Al 1941 risale la richiesta di aiuti economici alla Curia da parte del parroco Don Vincenzo Giachini, scritta:
“Rev.ma Curia Vescovile
di
Ascoli Piceno
Il sottoscritto parroco di Santa Maria Vetere in Pretare (Ascoli Piceno), essendogli stato comunicato da Voi che la Prefettura di Ascoli P. ha espresso il parere contrario ai restauri della chiesa di Santa Maria Vetere, si pregia farvi notare quanto segue:
1° La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Vetere è una artistica chiesa quattrocentesca ed il governo vuole che le opere artistiche siano conservate, credo che anche la Prefettura debba essere di questo parere,
2° Il Soprintendente Invernici alle Belle Arti di Ancona, su invito del Ministero dell’Educazione Nazionale, ha visitato la chiesa e ha riconosciuto la necessità di restaurare tale opera d’arte,
3° I restauri di detta chiesa devono essere fatti con la massima sollecitudine perché pericolante,
4° Il preventivo dei lavori non è esagerato, anzi inferiore alle necessità.
Tanto […] per la verità e per scolparmi se una tale opera artistica dovrà perire.
Ossequi.”
Dalla Visita Pastorale del 1949 si evince che il dipinto di Fabio da Mivale veniva restaurato dalle Belle Arti.
Analisi Cartografica
La più antica planimetria della chiesa di Santa Maria in Veteris risulta essere quella riportata nel Catasto Gregoriano, databile al 1830 e riconducibile ad una scala pari ad 1:2000:
Fig. 1: inquadramento e planimetria della Chiesa di Santa Maria Vecchia, tratta dal Catasto Gregoriano.
Fig. 2: particolare della planimetria con, evidenziati, il perimetro e le dimensioni.
Fig. 3: confronto tra l’attuale planimetria della chiesa (campita in giallino) e quella riportata dal Catasto Gregoriano (contorni in rosso).
La Nell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno si conserva un rilievo della chiesa, probabilmente redatto a cavallo dei secoli XIX e XX circa, non più precisamente datato, né tanto meno firmato:
Fig. 4: rilievo della facciata della chiesa, già conformata quasi esattamente come l’attuale.
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Fig.5-6: sezione e particolare
Fig. 7: rilievo della planimetria; essendo specificate le dimensioni di tutte le parti rilevate, risulta piuttosto semplice fare un confronto con lo stato di fatto della chiesa.
Fig. 8: dall’immagine sopra è evidente la quasi coincidenza delle due planimetrie (campita di giallino quella attuale; dai contorni azzurri quella dello scorso secolo circa).
Dalle fonti succitate è possibile delineare delle fasi di trasformazione della chiesa:
- Non si hanno notizie precise sulla conformazione planimetrica della chiesa tra il 1600 3 il 1830, data del catasto gregoriano, se non che fosse a tre navate, che possedesse un presbiterio chiuso, una sagrestia e un campanile e che possedesse all’interno “le sepolture senza cimitero”. Si evince inoltre che esternamente fosse circondata da un muro e che all’interno ci fossero tre altari: del SS. Rosario, del SS. Crocifisso e della Madonna.
- Dalla mappa del catasto Gregoriano, confrontata con la planimetria attuale, si può dedurre che al 1830 la conformazione planimetrica corrispondesse all’attuale a meno del corpo laterale destro affianco all’abside: l’aggiunta di tale corpo è confermata dall’attento analisi delle tessiture murarie che evidenziano discontinuità rispetto al corpo originario;
- Dall’inventario del 1886 si desume che la chiesa avesse bisogno di restauri e che vi fosse un campanile a vela: si fa riferimento al 1400 come possibile epoca di erezione della chiesa per la presenza di un affresco quattrocentesco: attualmente l’unico affresco visibile è l’affresco attribuito a Fabio Mivale e risalente al 1579 raffigurante la vergine con ai piedi S. Domenico e altri personaggi. Oggi non si hanno notizie del succitato affresco quattrocentesco ma durante l’intervento di restauro sarà necessario eseguire accurati saggi prima di procedere al interventi sulle murature, in modo particolare dove ipoteticamente potevano essere posizionati gli altri altari oltre il maggiore. L’inventario del 1886 colloca l’altare del Crocifisso in una cappella in stile corinzio alla destra dell’altare, nel primo arco della navata, mentre non si parla più dell’altare della Madonna. L’erezione del cimitero adiacente alla chiesa risale al 1884. Anche in questa fase si sottolinea la necessità di eseguire dei restauri.
-Il rilievo della chiesa risalente ai primi del ‘900 è estremamente fedele rispetto a come la chiesa si presenta oggi, con l’aggiunta del corpo a destra dell’abside. Nella sezione tuttavia sono riportate tutte e tre le navate voltate mentre attualmente la centrale presenta le capriate a vista. Si presume quindi che le volte siano crollate e non siano state più ricostruite: ciò è confermato dalla presenza di una rastremazione della muratura all’imposta delle ipotetiche volte.
Nei verbali delle visite pastorali del 1912 e il 1917 sono denunciati i grandi problemi di umidità e condizioni statiche precarie.
La struttura muraria è in pietra calcarea locale con tessitura a ricorsi irregolari; in molti casi essa risulta dissestata o degradata per mancanza di legante tra i giunti.
La facciata della chiesa è estremamente semplice ma, a differenza degli altri fronti, risulta intonacata; il suo paramento svetta oltre la copertura a capanna della chiesa e sull’angolo nord vi è apposto un paramento a facciavista, leggermente sporgente su cui si imposta il campanile a vela. Rispetto al corpo di fabbrica della chiesa sia la facciata che il campanile risultano imponenti e comunque svettanti e per questo costituiscono gli elementi maggiormente vulnerabili della fabbrica. La facciata presenta un portale architravato con conci in pietra arenaria; con sovrastante rosone. Sia la facciata che il prospetto laterale est sono interessati da una scarpa.
Il prospetto sud presenta un paramento a facciavista a ricorsi irregolari con angolari pronunciati e quattro monofore che corrispondono internamente alle campate delle navate. I prospetti nord e est invece, prospicienti il cimitero, sono completamente cieco e presentano una fitta sovrapposizione di lapidi con tutt’intorno una recente sbruffatura di intonaco a cemento: sul lato nord si trova solamente l’accesso a una piccola cappella che probabilmente prima dell’apertura del cimitero era accessibile dall’interno e era destinata a sagrestia.
La copertura della chiesa è a capanna, con il corpo del campanile molto svettante e la parte alta della facciata a vela.
La chiesa presenta un impianto regolare longitudinale tre navate, scandito da due pilastri su cui poggiano altrettante. Le navate laterali e la zona dell’altare risultano coperte con volte a crociera.
L’orditura lignea è a vista, la pavimentazione in cotto, le pareti sono intonacate. La chiesa è illuminata solamente dalle tre finestre sulla navata laterale, una sulla cappella vicino all’altare e dal grande rosone sopra l’ingresso.
La struttura muraria è in pietra calcarea locale con tessitura a ricorsi irregolari; in molti casi essa risulta dissestata o degradata per mancanza di legante tra i giunti.
La facciata della chiesa è estremamente semplice ma, a differenza degli altri fronti, risulta intonacata; il suo paramento svetta oltre la copertura a capanna della chiesa e sull’angolo nord vi è apposto un paramento a facciavista, leggermente sporgente su cui si imposta il campanile a vela. Rispetto al corpo di fabbrica della chiesa sia la facciata che il campanile risultano imponenti e comunque svettanti e per questo costituiscono gli elementi maggiormente vulnerabili della fabbrica. La facciata presenta un portale architravato con conci in pietra arenaria; con sovrastante rosone. Sia la facciata che il prospetto laterale est sono interessati da una scarpa.
Il prospetto sud presenta un paramento a facciavista a ricorsi irregolari con angolari pronunciati e quattro monofore che corrispondono internamente alle campate delle navate. I prospetti nord e est invece, prospicienti il cimitero, sono completamente ciechi e presentano una fitta sovrapposizione di lapidi con tutt’intorno una recente sbruffatura di intonaco a cemento: sul lato nord si trova solamente l’accesso a una piccola cappella che probabilmente prima dell’apertura del cimitero era accessibile dall’interno e era destinata a sagrestia. La copertura della chiesa è a capanna, con il corpo del campanile molto svettante e la parte alta della facciata a vela.
La chiesa presenta un impianto regolare longitudinale a tre navate, scandite da due pilastri su cui poggiano le capriate della navata centrale e le volte a crociera delle laterali.
La pavimentazione in cotto, le pareti sono intonacate. La chiesa è illuminata solamente dalle tre finestre sulla navata laterale, una sulla cappella vicino all’altare e dal grande rosone sopra l’ingresso.
La zona dell’altare presenta una volta a botte lunettata e sullo sfondo un’affresco del 1500 raffigurante la vita della Madonna.
Storia delle destinazioni d'uso, storia dei carichi, storia sismica
Come sopra descritto non si hanno notizie di rilevanti trasformazioni della fabbrica e sul comportamento della fabbrica durante gli eventi sismici passati. Il comportamento cinematico del bene in seguito al terremoto del 1997 è ipotizzabile in seguito ad un'attenta analisi dello stato fessurativo e dall'analisi dei livelli di vulnerabilità dell'edificio.
Gli eventi sismici del settembre 1997 e seguenti hanno compromesso la struttura della chiesa: l'edificio, con struttura portante verticale a sacco in blocchi di pietra calcarea e copertura realizzata con solaio in legno, presenta un marcato stato fessurativo che si estende su tutto l'organismo.
L’interpretazione dello stato fessurativo porta ad evidenziare i seguenti meccanismi di collasso tipici del sisma:
lesioni nella parte sommitale della facciata principale dovute al meccanismo di rotazione fuori piano della parte sommitale della facciata;
lesioni verticali sulla facciata, sulla parete di fondo della chiesa, riconducibili all’effetto delle spinte localizzate di martellamento delle travi lignee;
lesioni tra facciata e campanile dovute all’interazione tra macrelementi anche dovute agli elementi svettanti e di diversa rigidezza.
grave lesione del prospetto sud dovuta alla formazione di cerniere cilindriche con assi obblique con rottura delle volte interne collegate; inoltre sono presenti fenomeni di rottura a taglio
lesioni sulla parte sommitale dei prospetti laterali dovute a spostamenti fuori piano di parte vincolata su tre lati;
lesioni sulla parete est dovute ad interazione tra macroelementi diversi e dalla diversa consistenza muraria;
lesioni sui prospetti laterali riconducibili a spinte localizzate dovute alle volte interne;
fenomeni di instabilità con crollo di parti localizzate sul campanile; inoltre i piedritti dell’arco del campanile sono interessatri da fenomeni di ribaltamento e “apertura” della muratura che ha portato ad un dissesto dell’arco;
le arcate interne risultano lesionate così come le volte interne; in particolar modo risultano dissestate le volte della campata sud;
la copertura risulta immarcita e sconnessa, con la presenza evidente di tarli, rilevabile dalla polvere di legno disintegrato presente sui pavimenti ed i banchi della chiesa; una delle capriate presenta un disassamento del monaco; l’orditura del tetto risulta inflessa;
La muratura presenta in molti punti tratti di sconnessione, in altri risulta soggetta a degrado, mentre si rilevano in prossimità della muratura di attacco a terra sconnessioni e mancanza di legante oltre che evidenti fenomeni di risalita dell'umidità. Gli stessi sono presenti in maniera ripetuta e vasta sul paramento interno, con conseguenti fenomeni di distacco di intonaco. Inoltre è evidente l’umidità sulla pavimentazione in cotto.
Lo stato fessurativo dell’interno della chiesa è caratterizzato da lesioni passanti dovute al martellamento delle travi e dalle spinte delle volte.
Le lesioni più gravi si trovano nella parte absidale: in particolare in corrispondenza dell’arcone absidale e della volta. Quest’ultima presenta gravi lesioni diffuse e concentrate. Sono inltre presenti lesioni gravi e microfessurazione dell’intonaco in particolar modo sull’affresco cinquecentesco. L’intonaco e l’affresco risultano rigonfiati con rischio di distacco totale.
Il progetto
L’analisi dello stato di fatto e l’attenta lettura del degrado, hanno permesso di rilevare i fenomeni di dissesto e la prefigurazione degli interventi in grado di contrastare le cause perturbatrici e annullarne gli effetti, scegliendo quelle soluzioni che garantissero la migliore efficienza strutturale ma sempre nel rispetto della concezione originaria dell’edificio e della sua storia. Le tecniche d'intervento sono pertanto concepite e disposte nel progetto per svolgere una funzione di antagonista rispetto alle sollecitazioni del sisma.
Gli interventi strutturali costituiscono un insieme sistematico di opere tese non solo alla riparazione dei danni ma anche al miglioramento del comportamento generale dell'edificio.
Sulle murature si provvederà, a seconda del degrado, alla ripresa di muratura o di cuci e scuci sugli ampi tratti dove essa risulta lesionata o sconnessa. Si opererà inoltre sulle altre parti del paramento a facciavista un intervento di stuccatura con malta di calce previa accurata scarnitura delle connessure al fine di migliorare la coesione della muratura stessa o alla ripresa di intonaco sul prospetto principale.
Dall’analisi dello stato fessurativo, dei cinematismi attivati e di quelli attesi si ritiene necessario un intervento di miglioramento sismico oltre che di consolidamento. In particolare si realizzerà un cordolo sommitale metallico, con profilo HEB 200 sui lati longitudinali della chiesa e con profilo a L 160 sulla muratura degli altri corpi di fabbrica e, dove necessario, verranno messi in opera due profili ad L; ad essi verranno ancorate le travi tramite adeguate piastre. Lo stesso cordolo verrà chiodato al supporto murario con barre in acciaio. Le capriate lignee, previo smontaggio del tetto, verranno sostituite. Verrà inoltre aggiunta una nuova capriata a contatto con la facciata. Sulle travi lignee sostituite con uguali in castagno si disporrà il tavolato e si procederà alla rasatura, alla posa in opera di una guaina ardesiata ed alla ricomposizione del manto di coppi con integrazione di quelli rotti o mancanti; si provvederà alla sostituzione di gronde e pluviali con altri in rame.
Il campanile, estremamente danneggiato, dopo attente considerazioni, verrà consolidato con consistenti riprese di muratura. Tutti questi interventi di consolidamento e miglioramento sismico sono poco invasivi e predisposti nell’ottica della completa reversibilità.
Al fine di limitare i problemi di umidità di risalita presenti all’interno della chiesa si agirà realizzando un gattaiolato areato all’interno. In seguito alla realizzazione di tali opere verrà smontata e sostituita la pavimentazione interna.
Verranno sostituti gli architravi lesionionati e gli infissi degradati, restaurati i portoni.
Sulle pareti interne, dopo aver eseguito le necessarie indagini stratigrafiche, verranno effettuate riprese di muratura e conseguenti riprese di intonaco; successivamente si provvederà alla realizzazione di una pittura a calce della colorazione opportuna.
Il rifacimento dell’impianto elettrico è dovuto al danneggiamento subito a seguito dell’evento sismico e ad esigenze operative connesse con i lavori strutturali che in alcuni casi ne compromettono l’integrità. D’altra parte l’impianto esistente necessita di specifici interventi volti a conseguirne la certificazione e l’omologazione sulla base delle vigenti normative.
Descrizione dei beni di carattere storico-artistico fissi e mobili contenuti nell'edificio e individuazione dei danni subiti o potenziali
Attualmente la chiesa si presenta spogliata degli apparati decorativi di cui è stata trovata notizia nella ricerca storica; l’unico affresco visibile attualmente è l’affresco attribuito a Fabio Mivale e risalente al 1579 raffigurante la vergine con ai piedi S. Domenico e altri personaggi; è situato sulla parete absidale e risulta fortemente danneggiato in seguito agli eventi sismici; rigonfiamenti e consistenti distacchi di intonaco, lesioni concentrate e diffuse e una grande quantità di microlesioni che compromettono sensibilmente lo stato di conservazione e integrità del bene.
Considerazioni sul nesso contenuto – contenitore
L’interno della chiesa non risulta essere molto ricco e in linea rispetto al carattere austero dell’esterno. L’unico affresco visibile attualmente è l’affresco attribuito a Fabio Mivale e risalente al 1579 raffigurante la vergine con ai piedi S. Domenico e altri personaggi; è situato sulla parete absidale e risulta fortemente danneggiato in seguito agli eventi sismici.